mercoledì 25 gennaio 2012

Italocanadesi, bella gente

Il primo giorno andiamo a fare la spesa in un supermarket vicino casa. La commessa alla cassa ci chiede da dove veniamo. Rispondiamo che siamo figli del vecchio stivale. "Ah! Italians...good people!"

Siamo sempre molto amati, nonstante tutte le difficoltá degli ultimi tempi, il mito della nostra cultura, del nostro buonumore, del nostro atteggiamento nella vita rimane molto forte all'estero, questo é innegabile. L'altro lato di noi esiste e tutti lo sanno, peró il nostro é ancora un Paese che ispira, che fa sognare tanta gente.

Il campanello suona qualche giorno fa all'Istituto, sale le scale un signore affaticato con un pacco di lettere che arrivano dal Consolato. Saluta la nuova arrivata e sorride, il suo pensiero vola all'Italia. Si parla un po' della vita in Canada, delle possibilitá che offre ai giovani e della fiducia che questo Paese ha in loro, della sicurezza che infonde. Fantasie lontane...Non basta per lui, perché "per noi, qua...l'Italia rimane sempre la cosa piú importante". I suoi occhi si inumidiscono e luccicano, cerca di spiegare cosa é che li tiene ancora attaccati a quella piccola penisola, nonostante abbiano trasportato la loro vita dall'altra parte dell'oceano e abbiano avuto la forza e la fortuna di migliorarla. Non si puó spiegare. Si vive qua, ma la testa é ancora lá. Sono racconti giá sentiti, raccolti in un giardino di Wolfsburg che era stato riadattato ad orto alla maniera sarda, i due signori sognanti, avevano lo stesso accento siciliano e gli stessi occhi umidi.

Ieri sera alla serata di incontro di una famosa accademia di cucina, mentre fuori una deliziosa leggera nevicata nasconde i dettagli del paesaggio, coppie di anziani italocanadesi impellicciati e impomatati affollano il vialetto e la galleria dell'Istituto. Sono tutti felicissimi, si salutano l'un l'altro come fossero parenti che si ritrovano per una runione di famiglia. Seguono la conferenza e poi si avvicinano al buffet, orgogliosi dei prodotti italiani che si servono e dei premi che l'accademia ha ricevuto. Qualcuno ha fatto arrivare tre panettoni direttamente da Verona per l'occasione, fatti dal miglior pasticcere che esista in Italia, una signora ha preso uno spicchio da due kili di Parmigiano durante le vacanze di Natale in Italia, l'ha messo in valigia (nonostante sia proibito) e l'ha conservato per l'occasione.Il vino bianco é Sella e Mosca, quello rosso é Nero d'Avola.

Non penso che chi lascia l'Italia oggi abbia in cuore lo stesso stato d'animo che hanno queste persone, purtroppo. Forse davvero qualcosa si é rotto nel nostro sistema e sono venuti a mancare dei punti fissi troppo importanti, quegli agganci non ci sono piú, quel sentimento inspiegabile, quella magia si é dissolta.

Oggi é arrivato un pacco, lo apro. C'é un libro dentro e nella seconda pagina c'é scritto:
 Con buona pace del rating di Standard and Poor's l'Italia continua ad essere classificata nel mondo AAA, cioé il meglio per quanto riguarda Abbigliamento, Alimentazione, Arredamento. Dunque l'eccellenza produttiva, ma prima ancora di progetto, di tante imprese italiane merita di essere valorizzata [...] nella convinzione che la promozione dell'Italian Way non sia una divagazione di anime belle, ma la messa in rilievo di un possibile modello di sviluppo, [le cui chiavi di lettura sono] onestá, estetica, innovazione, discrezione, coerenza, semplicitá, etica.

Non so se siamo meglio o peggio, ma siamo gente diversa.
http://www.youtube.com/watch?v=94RhoF70tlI





6 commenti:

Marcella ha detto...

Io invece credo di sì ... sono d'accordo qualcosa nel sistema si è rotto ma non è il sistema che manca quando si decide di andare via, sono gli affetti, i ricordi, l'appartenenza, i legami e le relazioni che ti hanno nutrito ... è la nostalgia che fa inumidire gli occhi ... il profumo di casa!

zarka ha detto...

"Sono racconti giá sentiti, raccolti in un giardino di Wolfsburg che era stato riadattato ad orto alla maniera sarda, i due signori sognanti, avevano lo stesso accento siciliano e gli stessi occhi umidi"

non mi dimenticherò mai quelle facce che tentavano di scostare le alpi

Milena ha detto...

Oh no ragazzi!....ho giusto finito il tè con i pop corn...lo so che l'accostamento non è dei migliori...ma avevo iniziato con i pop corn...e poi il tè servito dalla mamma di melissa mi ha coinvolto e messo su il bollitore anche io!!...eh si...come ho letto in altri commenti sembra di gironzolare un pò con voi...di sbucare dallo zainetto (che sicuramente non lasciate mai a casa!) ed affacciarsi a curiosare tra le vie di Toronto..uffi però...stavo già andando ad indossare guanti e cuffia presa dai racconti di neve e arcobaleni quando vedo la data...:(...mercoledi 25 gennaio....e ora cosa faccio???ho tre uomini in barca sul comodino che mi chiamano dall'estate ormai...e ora non ho piu scuse!!!!!datemi da leggere e da sognare!!!:):)w ma&ma!!!!:):)ma siete belli mi!!!:):)...p.s....mi scuso in anticipo per la mia astensione ai quizzoni...ma a risiko convinta di invadere la francia occupavo la grecia...e non ho fatto progressi!
Bacissimissimiiiiiiiii!!!!!!

Manuela ha detto...

da vera patella sarda sono certa che per me sarebbe praticamente impossibile trasferirmi altrove per vivere....quindi capisco la lacrima di nostalgia....nostalgia degli odori, dei sapori, dei colori e ovviamente degli affetti, luoghi, ricordi, cultura ...ma ahimè sono anche certa che non mi mancherebbe l'italia che ultimamente (si fa per dire ultimamente!) si respira!!!!

Anonimo ha detto...

Dopo essere stata catturata dagli UFO..sono riuscita a fugire grazie a ET...mi va prestato la bicicletta! Ma si Che sono viva..ho solo poco tempo causa 20esimo anniversario Disney.. Simo :)

Manuela ha detto...

si si si ci crediamo!!!!!!!! secondo me hai poco tempo perchè 55 ha il suo perchè, però se continuate così fra un pò lo chiamiamo 45!!!!

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