domenica 1 gennaio 2012

Siamo forse negl'anni '20?


Abbiamo scoperto come si sentivano gli Italiani che emigravano in cerca di fortuna e anche come si sentono ora tutte quelle persone che per vari motivi si muovono dal loro paese e si trovano a scontrarsi con nuove realtà. Ma facciamo un passo indietro e così capirete il perchè di questa affermazione.
Prima di intraprendere questa avventura di tre mesi, ci siamo informati su tutto ciò che servisse per poter soggiornare in Canada. Gli accordi tra Italia e Canada permettono a noi cittadini italiani di stare in questo paese per un  massimo di sei mesi, senza nessun visto, ovviamente per vacanza, senza dover specificare necessariamente, né dove si alloggia né la data precisa del rientro; ai controlli doganali c'è la possibilità che domandino se abbiamo sufficenti denari, per poter sostenere le spese dell'intero soggiorno.
Avendo noi intenzione di rimanere per tre mesi e mezzo, senza lavorare, già con il biglietto di ritorno in tasca, un alloggio già pagato per il primo mese e con sufficenti fondi per non dover barboneggiare per le strade torontoniane, eravamo tranquilli sul fatto che niente sarebbe andato storto, ma.... ebbene si c'è un ma! Non avevamo tenuto conto del fatto che, gli agenti doganali hanno il potere di respingere chi vogliono, se non convinti dalle risposte....CAPITO!!!! Non c'è una valutazione oggettiva delle circostanze che portano le persone in Canada, ma tutto è alla discrezione degli agenti.
E qui casca l'asino.
Mentre Manu passa il controllo senza grandi problemi, io mi ritrovo a rispondere a mille domande, su cosa faccio in Italia, quanti soldi ho, cosa ci faccio in Canada e cose varie e poi vengo respinto e mandato all'ufficio immigrazione (che l'agente fosse uno s*****o si vedeva da lontano un miglio). Qui mi ritrovo a rispondere di nuovo a mille domande e sembrare il più sincero possibile e onesto possibile. E si, perchè in quel momento mi son sentito un fuggiasco, un delinquente sotto torchio, uno che aveva mille cose da nascondere e con l'ansia il mio inglese certamente non è stato dei migliori ( come se poi uno fosse obbligato a parlare un inglese fluente e se uno non ne sa nemmeno una parola che fa?). Comunque dopo aver convinto la poliziotta che le mie "giustificazioni" erano reali, sono stato accettato con questa spiegazione: " Un ragazzo che lavora in un Hotel, che vuole stare tre mesi in Canada, che quindi in questo momento non lavora, ma che soprattutto proviene dall'Italia, che in questo momento è il peggior paese in Europa data la sua condizione economica, suscita numerosi GIUSTIFICATI dubbi alle autorità di frontiera". Ed eccoci arrivati all'affermazione iniziale, forse siamo tornati a quel periodo del '900 in cui gli italiani erano considerati dei trogloditi, puzzolenti e violenti. Insomma il pregiudizio impera e questo vale anche per il nostro paese del sole e del mare.

Stremati arriviamo a casa e tutto sembra finito. Passata la notte un dobbio mi assale. Cosa avranno scritto sul mio passaporto? Stento ancora a crederci, ma nel timbro la data dice: " Expired 30/01/2012". POSSO STARE SOLO UN MESE! Quindi se non riusciremo a trovare altre soluzioni, la mia avventura canadese finirà prima del previsto. Beh, cercherò di godermela al massimo!

p.s. due foto nell'Album giusto per dire che ne abbiamo fatto. Domani dovrebbe esserci sole, faremo tante foto, promesso!

4 commenti:

Marcella ha detto...

Non è giusto!!! Vai in ambasciata ...

zarka ha detto...

O_O! oh god

Anonimo ha detto...

Secondo me è colpa dell' inefficacia della luce pulsata. Avere troppi peli come te simone e soprattutto io crea questi disagi doganali.. Peloso Selargino '83

ma.am ha detto...

Allora sappiate miei amici orsacchiotti, che oltre al passaporto è necessario avere un abbonamento annuale alla depilzero, in caso contrario il vostro ingresso in Canada potrebbe risultare problematico.

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