domenica 15 gennaio 2012

Nuove abitudini p. 1

Come era prevedibile, trasferirsi in un altro posto del pianeta e trascorrerci del tempo, comporta moltissime novità, quelle divertenti e di cui ci si accorge prima sono sicuramente quelle in fatto di abitudini e gesti comuni, di ogni giorno. Certo, lo spostamento questa volta non è stato troppo grosso, diciamo che siamo rimasti sempre all'interno di quel famoso mondo occidentale, abbastanza uniforme nelle usanze, però possiamo assicurare che da imparare c'è tanto e c'è tanto anche a cui adattarsi.

Tralasciando il famoso bidet (e connesso sapone intimo) che sapete tutti già la storia - non esistono/non si usano/pare che se ne possa fare a meno- una delle nuove azioni che abbiamo dovuto introdurre nella quotidianità è la VESTIZIONE-SVESTIZIONE, rito che ti prende quei 5 minuti prima di uscire o quando entri in ufficio o in un luogo chiuso comunque (ovvero un posto dove il riscaldamento permette a tutti gli indigeni di girare in maniche corte, o pantaloncini, o minigonne, sandali, collant...dobbiamo ancora scoprire con quale incantesimo fanno sparire tutti gli strati di vestiti quelli che passeggiano per i centri commerciali, perché non è possibile che noi appena attraversate le porte sembriamo venditori ambulanti, pieni di indumenti, al braccio, legati alla vita, nelle borse e loro svolazzano allegramente senza pesi fastidiosi!). Abbiamo fatto dei passi avanti eh, perché all'inizio facevamo un percorso di accaparraggio di tutto quello che si trovava nell'andito fino ad arrivare alla porta, scaldacolli, sciarpe, cuffie varie, guanti, fino a che, usciti dalla porta quasi partivano i bottoni del cappotto, ora ci fidiamo un po' più del meteo, evitando inutili sudate. All'entrata invece parte la muta, che più o meno funziona così: via gli strati superiori (maglioni pantaloni calzettoni scarponi)- indossare ballerine (no, Marco ancora non indossa le ballerine). Un dubbio di cui molto si era discusso prima di partire era "chissà come si vestiranno questi canadesi, avranno sicuramente negozi speciali di vestiti speciali" e invece no. Sono vestiti come ci si veste nelle altre parti del mondo, in genere non si usano indumenti per neve o cose troppo "montanare", H&M vende gli stessi vestiti che vende a Parigi, a Vienna, a Milano, così come Zara e gli altri. L'unica cosa di cui sono particolarmente attrezzati sono buone scarpe! Capita poi che appena esce un raggio di sole accompagnato da temperature gradevoli (parliamo di qualche grado sopra lo zero) vedi persone per strada in maglietta a maniche corte eh, ma di persone poco normali ce n'è anche da noi.

Una volta usciti i minuti corrono veloci, sali su un pullman che passa praticamente sempre quando esci di casa, pochi minuti e scendi dentro la stazione della metro, salti sul treno e in pochi minuti arrivi in centro. Qualsiasi cosa tu debba fare, la raggiungerai con una corsa di metro o una corsetta di pullman. Devi fare compere, prendi la metro, ti lascia dentro il centro commerciale; vedi le vetrine, se trovi qualcosa che ti piace compri (solitamente l'acquisto è vantaggioso, sia perché il cambio è a nostro favore, sia perché ora ci sono molti sconti e offerte) . Tornando a casa, devi fare spesa, la metro ti lascia dentro il supermercato, scendi, prendi il carrello (che qua si lascia in giro, forse perché passerà poi qualcuno a raccoglierlo, forse perché c'è talmente tanta gente che qualcuno dopo di te lo prenderà per la sua spesa) sali le scale mobili, sei dentro.

A questo punto solitamente si riscontrano i primi problemi di inadattati disadattati italiani, ma questa è un'altra storia.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

E quindi come fanno???? Ps.pero' ce lo vedrei bene Kokus con le ballerine �� Simo

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